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ROMA. IL MAUSOLEO DI SANTA COSTANZA

Figlia dell'imperatore Costantino I, Costanza fece costruire il proprio Mausoleo a Roma, sulla via Nomentana, fra il 337 ed il 351 d.C., accanto ad una grande basilica di cui restano pochi ruderi, perché venne abbandonata nel VII secolo.
Il Mausoleo viene citato per la prima volta come tale in documenti ufficiali dell'ottavo secolo, e nel 1256 verrà consacrato a santa Costanza.

Costanza morì ad Antiochia nel 354 d.C. e fu sepolta a Roma nel suo Mausoleo assieme alla sorella Elena (che non va confusa con Sant’Elena, madre di Costantino).
Il suo sarcofago in prezioso porfido rosso fu trasferito a piazza S. Marco tra il 1467 e il 1471 e nel 1790 fu trasportato nei Musei Vaticani, con un carro trainato da ben 40 buoi. In epoca moderna al suo posto è stata sistemata una copia.

Il sarcofago è decorato da simboli dionisiaci e da pavoni che sono simbolo di immortalità, come secoli prima lo erano i Pavoni in bronzo dorato del Mausoleo di Adriano (Castel Sant'Angelo), dei quali rimangono due esemplari che un tempo decoravano il Cortile delle Pigna dei Musei Vaticani.
Il porfido rosso, il cui colore allude alla porpora, era la pietra imperiale per eccellenza, usata per i sarcofagi degli imperatori romani, fra i quali Adriano stesso.

Dato che in alcuni mosaici si vedono girali di vite e scene di vendemmia, per lungo tempo si è pensato che in epoca pagana l'edificio fosse un tempio dedicato a Bacco o a Dioniso.
In realtà le scene di vendemmia alludono alle similitudini evangeliche della vigna e della vite, che in pratica diedero un nuovo significato ad un'antichissima iconografia.
La vite infatti si identifica con Gesù, il Padre è il vignaiolo; il culmine del simbolismo del vino avviene nell'Ultima cena, quando Gesù prendendo il calice con il vino, afferma che quel vino è il suo sangue, versato per tutti.

Il Mausoleo ha un corridoio anulare con volta a botte, dotato di 14 nicchie e di 17 piccole finestre che gira attorno ad un ambiente centrale delimitato da 12 coppie di colonne appaiate e coperto da una cupola nella quale si aprono 12 finestre.
L’edificio era completamente rivestito da mosaici policromi, solo in parte conservati. Gli splendidi mosaici del corridoio anulare vennero restaurati nell'Ottocento e hanno disegni geometrici, animali, uccelli ed elementi vegetali, scene di vendemmia, girali con immagini clipeate.

Nel Settecento mosaici della cupola purtroppo vennero sostituiti da un affresco perché ormai deteriorati. Anche il pavimento è stato sostituito.
Le pareti erano rivestite di marmi policromi che sono scomparsi; in due delle nicchie laterali si sono conservati in parte altri mosaici che raffigurano Gesù che dà le chiavi a san Pietro o Gesù fra i santi Pietro e Paolo.

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