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VILLA ADRIANA. IL PECILE E LE CENTO CAMERELLE

Il lunghissimo muro che s’incontra all’inizio della visita di Villa Adriana appartiene al Pecile: era vasto un giardino circondato da portici con un bacino d’acqua al centro, nel quale si riflette il paesaggio.

Quel muro è lungo più di trecento metri, ed aveva un doppio portico su entrambi i lati, che in estate permetteva di passeggiare a nord all’ombra e al fresco; mentre d’inverno si camminava sul lato sud, più caldo e riparato perché esposto al sole.

In alto si vedono ancora i fori per le travi del tetto del portico, ma tutto il resto è scomparso; nulla rimane del pavimento o degli affreschi che dovevano decorare le pareti.

Dal portico una scala doppia saliva alla Sala dei Filosofi, che probabilmente era la Sala del Trono della Villa. Sappiamo che era decorata con marmi preziosi come il porfido rosso, la pietra imperiale per eccellenza.

La piazza del Pecile è un’enorme spianata artificiale sorretta da grandiose sostruzioni alte una ventina di metri, dette «Cento Camerelle» per il gran numero di finestre. Da sempre sono chiuse ai visitatori, e oggi servono come deposito di materiali.

Gli ambienti all’interno erano divisi in più piani da soppalchi, avevano latrine multiple e pavimenti in opus spicatum. Il muro di fondo aveva un’intercapedine per isolarli dall’umidità. Qui alloggiava il personale di servizio della Villa, cioè gli schiavi ed i soldati.

Le Cento Camerelle erano costeggiate da una strada carrabile infossata, proveniente dalla via Tiburtina, che entrava nei corridoi sotterranei di servizio della Villa (anch’essi chiusi ai visitatori). In tal modo gli schiavi potevano accedere agli impianti di riscaldamento delle Grandi e Piccole Terme senza essere visti.

Accanto ad essa è un’altra strada con i resti di un portale dal quale si entrava nell'Anello Basolato, che era uno degli ingressi monumentali della Villa e funzionava come un rondò. In pratica le carrozze percorrevano uno dei lati di un doppio viale lungo e stretto, raggiungevano lo scalone del Vestibolo, facevano scendere gli ospiti dell'imperatore e poi proseguivano lungo il lato opposto. 
In tal modo si aveva una circolazione continua delle carrozze; il Torrione, opportunamente collocato davanti al portale serviva anche a sorvegliare e proteggere l’ingresso.

Rif. Bibliografico
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