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CASTEL SANT’ANGELO: MAUSOLEO E INESPUGNABILE FORTEZZA

Il Mausoleo di Adriano aveva la forma di un grande torrione circolare e fin dal V secolo d.C. fu trasformato in fortezza
Ciò avvenne anche con altri Mausolei come quello di Cecilia Metella sulla via Appia, che venne incluso nelle fortificazioni del Castrum Caetani.

Il Mausoleo prese il nome di Castel Sant’Angelo solo nel 590 d.C. dopo la leggendaria apparizione dell’Arcangelo Michele.

Le mura Aureliane vennero costruite a partire dal 270 d.C. per proteggere la città Roma e difenderla dagli attacchi dei barbari sempre più frequenti e minacciosi. All’inizio il Mausoleo/Castello fu lasciato fuori dalla cinta difensiva, perché si trovava sull’altra sponda del Tevere.
Nel 401 d.C. gli imperatori Onorio ed Arcadio irrobustirono le mura Aureliane e vi inclusero il Mausoleo perché era un punto di osservazione strategico, facendone il più importante caposaldo difensivo della città sulla sponda destra del Tevere.  

Nel 410 e nel 455 d.C. il Castello resistette dagli assedi dei Visigoti e dei Vandali, che non riuscirono ad espugnarlo ma saccheggiarono l’intera città.

Nel 537 d.C. Roma fu nuovamente attaccata dai Goti di Vitige ed i romani si asserragliarono nel Mausoleo sotto la guida del generale Belisario. I Goti diedero l’assalto con un grandissimo numero di scale e di corde.
Il generale Belisario si rese conto che non era possibile usare le Balliste, cioè le macchine d’assedio (simili a balestre o catapulte) create dai Greci e perfezionate dai Romani. Potevano scagliare i dardi o i proiettili solo di fronte, e non dall’alto verso il basso, quindi erano inutili.

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Mappa dell'Impero Romano al tempo di Giustiniano

Procopio di Cesarea, che descrive l’assedio nel suo De Bello Gotico, scritto nel 550 d.C. quindi pochi anni dopo, racconta che i Romani, vistisi perduti decisero di fare a pezzi le grandissime statue antiche che decoravano il Mausoleo e usarono i frammenti di marmo come proiettili, gettandoli sui nemici che si diedero alla fuga.

Da quel momento in poi il Mausoleo venne depredato di tutti i suoi marmi preziosi; il travertino ad esempio fu adoperato per pavimentare le piazze di Roma. Nell’Antiquarium del Museo di Castel Sant’Angelo rimangono solo pochi meravigliosi frammenti che danno un’idea della magnificenza della decorazione scultorea.

Alla fine del Quattrocento, quando papa Alessandro VI Borgia fece scavare nuovi fossati attorno a Castel Sant’Angelo, furono rinvenuti frammenti di sculture che confermano la veridicità del racconto di Procopio. Altri frammenti furono trovati a fine Ottocento, durante la costruzione degli argini del Lungotevere.

Questo e molto altro viene spiegato in dettaglio nel nostro libro «Castel Sant’Angelo. Mausoleo di Adriano. Architettura e Luce», che ne ripercorre la storia bimillenaria, strettamente legata a quella della città di Roma.

Rif. Bibliografico
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