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VILLA ADRIANA - IL TEATRO MARITTIMO E I SUOI MOSTRI

Il Teatro Marittimo è assolutamente unico nel suo genere, l’edificio-simbolo di Villa Adriana assieme al Canopo.

È un’isola artificiale circondata da un canale circolare che aveva la stessa funzione del fossato nei castelli medievali: permetteva di isolarsi completamente dal resto della Villa ed era il «buen retiro» privato dell’imperatore.

In antico vi si accedeva con due piccoli ponti girevoli in legno che ruotavano su appositi binari; attualmente vi è un ponte in muratura, ma l’isola è chiusa al pubblico.
Il canale a sua volta è circondato da un portico circolare con capitelli ionici, nel quale si aprivano alcune porte che lo collegavano con la Sala dei Filosofi e la Biblioteca Greca.

Come spesso avviene per gli edifici della Villa Adriana, il nome è di fantasia, ed è cambiato nel corso dei secoli. Nel Cinquecento Pirro Ligorio lo chiamò ‘La Rota’, per la sua forma rotonda; poi divenne il ‘Natatorio’ perché si poteva nuotare nel suo canale circolare.

A fine Ottocento l’architetto francese Blondel inventò il nome di Teatro Marittimo, probabilmente per via dei bellissimi fregi con animali e mostri marini che un tempo lo decoravano.

Sono un esempio della straordinaria fantasia e creatività degli scultori che decorarono Villa Adriana. Mostrano creature fantastiche e mostruose, con hanno teste ed ali di animali oppure il corpo di un Tritone o di un Amorino, e tutti terminano con una coda di pesce. Nuotano su un mare di onde appena accennate.
In un frammento si vede un grifo ed un caprone, oppure una pantera affrontata ad un caprone. In altri ancora vi sono un Tritone fra una leonessa ed un leone, un delfino oppure un drago marino cavalcati da un amorini.


I fregi sono stati asportati assieme alle colonne e ad altri marmi preziosi e si trovano oggi in diversi musei. Alcuni sono nell’Antiquarium della Villa, altri nell’Accademia dei Lincei di Roma, o nella Villa d’Este di Tivoli. Alcuni furono portati dal Cardinale Farnese negli Horti Farnesiani di Roma, altri ancora sono stati rintracciati a Percile non lontano da Roma, nella chiesa di Santa Maria della Vittoria: Infine tre frammenti furono murati come decorazione nel complesso di Villa Doria Pamphili. I Doria Pamphilj nel 1645-46 acquistarono diversi marmi antichi a Tivoli.

Questi fregi sono unici e sono stati creati «in esclusiva» per l’imperatore. Decoravano gli architravi dei colonnati curvi dell’isola, e infatti alcuni sono concavi ed altri convessi.

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